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giovedì, 10 luglio 2008

ci sono volte che dio, boh, o si mette d'impegno o semplicemente guarda da un'altra parte. essendo io un agnostico con tendenze a credere, o meglio tentare di credere, nell'esistenza di una divinità sostanzialmente stronza propendo per la seconda. manco a dirlo ieri è stato uno di quei momenti.
Paul Weller. villa arconati.

non sto qua a raccontarvi la rava e la fava. con chi ero. cosa ho fatto. quanto ho bevuto. no. vi offro qualche diapositiva mentale.

il posto. atmosfera rilassata, parco, niente zanzare praticamente un miracolo. unico neo l'apertura alle 19:30. il fatto d'arrivare con soli 40 minuti d'anticipo rispetto all'apertura mi ha dato tempo per fare qualche chiacchiera e tornare sui passi per bersi una media in un posto da regolamento di conti. già. cunt i vec che vusan. molto dopolavoro. praticamente perfetto. altro neo. ci sono cagacazzi e agili. purtroppo i primi superano i secondi. di brutto. e di solito sono tra quelli della sicurezza. no comment.

il biglietto. io non ce la faccio ad improvvisare. io devo avere le mie piccole, innocue, paranoiche certezze. se vado ad un concerto devo, ripeto devo, avere il biglietto almeno un mese prima. ma stavolta no. non organizzo io. si finisce con il fare il biglietto al momento nonostante l'ansia. risultato? settore centrale, prima fila. il palco a 5 metri? boh, non ho misurato. il microfono di Weller? un metro alla mia sinistra. ho detto tutto.

le birre. spettacolo. lo stand era del birrificio di lambrate. che vuol dire solo due cose. qualità e ghisa. andrebbe con le aringhe. hai ragione mate. ma vendono solo panini vegetariani, niente aringhe. la prendiamo lo stesso? certo. più volte.

la gente. bella, tanta, varia. praticamente ogni subculture era rappresentata. ogni età era disponibile. ogni abbigliamento era disponibile. ho conosciuto un sacco di gente. merito del mio virgilio. che è peggio di una rockstar. due passi qualcuno che lo saluta. due passi altri che lo vengono a salutare. serata a stringere mani e presentazioni.

i segni del tempo
vedersi, anzi godersi, un concerto per la prima volta seduto. strano. davvero strano. ma piacevole. sto diventando decisamente vecchio.
padre con figlia. e ritrovarsi a parlare di figli. e ritrovarsi a pensare al futuro primo concerto della mia pargoletta. sto diventando decisamente vecchio. ma mi piace.

il concerto. o. mio. dio. non era in forma. di più. energia pura. luce. un muro di suono granitico. spettacolo puro. nonostante tutto il pubblico tiene ordinatamente l'assalto iniziale. poi parte centrale rilassata. pelle d'oca 12 centimetri. e poi ancora assalto finale per stendere tutti. l'ordine tiene fino a The Eton Rifle. poi delirio. all'attacco delle prime note arrivano in massa davanti tutti a cantare, saltare, ballare. we are mods risuona sotto la tensostruttura. un momento bellissimo. e chiusura. All you need is love. me lo ricorda anche lui. brividi.

i momenti fissati in testa
Weller seduto sui gradini.
Weller che stira prima del concerto.
una futura mamma che accarezza il pancione con un'espressione impagabile. fortunato nascituro. ancora in pancia e si gode giù un concerto del genere.

le orecchie fischiano ancora un poco, ma è accettabile. la testa è un po' pesante. ma è super accettabile. il sorriso. beh. quello sta facendo il giro della testa.

(questo post serve a togliere l'ultimo di una riga e le belle pubblicità in giro)
((ah spero che gli spammer muoiano sotto una gragnuola di porcodii))
(((ah, riaddio, si sta troppo bene là fuori)))

martedì, 03 luglio 2007
Live on Action!
(con problemi tecnici!)
23:09 | ? | commenti (9)
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lunedì, 11 giugno 2007
c'ho il testone pesante, prodotto di scarto di un fine settimana mica tanto facile. magari fosse colpa dei beveroni e di un'eventuale caduta di stile. macché! sempre ligio al dovere. te va, una Guinness sabato sera, colla pizza. giusto per ricordarsi il gusto, quello sì. ma il testone pesante quello c'è lo stesso. poche ore di sonno, suppongo. poche e gestite in maniera pessima. ma quando si è in tre sono cose che capitano. però qui non si può abbassare un attimo la guardia. nonostante la testa pesante. che testa di merda è in agguato. ho già respinto due assalti. ma sembra non desistere. e più mi assalta e più penso a questi personaggi strani che mi circordano, che mi lasciano un po' così. al mattino incontro miss mestruo. carina eh. ma fai un cazzo di sorriso una volta ogni tanto! non si dice sempre, ma qualche volta! che poi chissà cosa cazzo le fanno al mattino. la cinghiano prima di uscire? non si sa. o miss folletto. alta un metro, un cazzo e un'aspirina, nervosa, smandibolante e che tira su con il naso. se non si fa di cocaina allora ha qualcosa di grave. poi testa di merda qui. ma essere contorniato da avvenenti fanciulle con le quali discorrere amabilmente dei massimi sistemi no? che tanto non ci si fa nulla, ma almeno l'occhio ha la sua parte. eh. niente. tocca inventarsi qualcosa non dico per passar bene la giornata, ma per almeno portare a casa la pelle. senza addormentarsi qui. quindi questo a palla e via. che almeno cinque minuti passano. ma oggi è dura. durissima. non mi rimane che continuare a canticchiare nella mia testa e muovere le gambe al ritmo della musica.
e ripeteremi:
Cos time is short and life is cruel -
but it's up to us to change
This town called malice
.
venerdì, 08 giugno 2007
questa settimana sui piatti virtuali di 2f2f - Merseyside edition hanno girato con estremo piacere

Etta James - Mellow Fellow
Koko Taylor - Fire
(a tutte le "cantanti" di oggi: ma volete imparare a cantare? sentite queste due istituzioni e fatevi da parte)
The Beatles - With a little help from my friends (Sgt.Pepper's week)
The Kinks - Nothin' in the world can stop me worrying' bout that girl (IL GRUPPO - fondamentali)
The Pretty Thinghs - She's a lover
Alice Clark - You hit me (Right where It hurt me)
Fuller Brothers -
Time's a wasting
The Jam - That's entertainment
Small Faces - Lazy sunday (amo questo pezzo)
Billy Stewart -Summertime

un misto davvero gradevole al palato, ma soprattutto ai padiglioni auricolari.
come dicevano i fab four "all you need is love". adesso ho bisogno di note liquide. un po' di psichedelia. un po' di soul. alcuni standard. ma con vibrazioni positive. vibrazioni che mi facciano ballare. anche solo il piedino (46). che mi smuova insomma. ho bisogno di sentire l'aria di quei vecchi club attraverso le note. insomma ci siamo capiti.
giovedì, 07 giugno 2007
oggi scorrerà del sangue.
ne sono quasi certo.

c'ho i nervi. tanti nervi. che da stamattina sono tutti coalizzati per solleticarmi il bucio. solleticarmi. sfondarmi! dalla simpatica coppia di vacche di stamattina sul treno, con i loro discorsi del cazzo, a testa di merda qua al lavoro. la coppia di stamattina m'ha veramente scocciato. non è la prima volta, ma stamattina ho dovuto dare fondo a tutte le mie forze per non eccedere e prorompere in simpatici apostrofamenti. iddio mi da la forza per stare calmo a volte. ma ci sono giorni nei quali tutto e tutti sembrano essere contro. con una unica missione. cagarmi il cazzo. che oltre ai discorsi, ... , il tono di voce! un trapano nella milza mi darebbe meno fastidio. insomma due teste di merda femminili e i loro discorsi del cazzo. io ti rompo i coglioni con il mio libro? no. e allora perché non puoi ricambiare? perché invece di fare la tuttologa di sta cippa di cazzo non te ne stai zitta? decisione mia e del vicino: alla prossima scatta il linciaggio. e giù dal treno a calci nel culo.

poi testa di merda anche al lavoro. se c'è qualche problema è colpa sua. matematico. ma lui non li risolve. li devono risolvere gli altri. la testa di cazzo. campione mondiale di paraculismo estremo e scaricabarile acrobatico. ma a sto giro marca male. che mi sono rotto il cazzo di mettere le pezze ai suoi casini. a morte a morte.

poi mi chiedo perché sono così caldo oggi. sarà che ieri sera ho visto Munich. mah. e oggi ho voglia di prendere qualche culo a calci.
testa di meeeeeerda! ve' chi!

devo tenere duro. fino a stasera. che poi mi passa tutto. come per magia.
devo solo tenere duro.
lunedì, 04 giugno 2007
sto invecchiando. la cosa non mi disturba, anzi. è un processo naturale e non sono certo il tipo di persona che fa di tutto per nascondere il passare degli anni. per me cremine antirughe e menate del genere sono un inutile spreco di denaro. perché dovrei buttare via soldi per apparire? meglio investirli in cose più utili. come cene alle sagre paesane ad esempio. che è sempre meglio di niente.

ma dicevamo dell'invecchiamento. sono chiari i segni:
  • i capelli bianchi sempre più copiosi. ma l'imbiancamento ormai è diffuso, le macchie bianche sotto forma di peli albini sono un po' ovunque. barba, basette, sul corpo non so, dovrei controllare. se ci tenete tanto vado in bagno e poi vi dico.
  • le ragazzine che mi danno del lei. questo è uno dei segni più violenti. "scusi, mi potrebbe dire..". certe cose si dicono ai vecchi. le dicono a me. io sono vecchio. semplice logica. s'attende la crisi di mezza età. (ne ho gia passata indenne una precoce, posso resistere anche a quella giusta)
  • le ore di sonno non bastano mai. che accoppiate ad una indolenza molesta fanno il resto. le occhiaie paurose prima erano retaggio di uno stile di vita quantomeno dubbio. adesso quello stile è lontano, ma le occhiaie rimangono ad imperitura memoria di quello che fu. e non è difficile ritrovarsi a ronfare sul divano durante la visione di qualche brutto programma. e questo è da super vecchi. mi manca solo il plaid sulle gambe e gli occhiali da riposo e ci siamo.
  • mi piace fare giardinaggio. e si sa che questa è una delle occupazioni culto per i vecchi. ogni buon vecchio delle mie parti ha un piccolo pezzo di terra da coltivare. a costo di doverlo strappare al terreno brullo in fianco alla ferrovia, ma bisogna averlo. io non devo lottare con la natura e il pezzettinoino di terra ce l'ho. quindi qualche ora al fine settimana o alla sera ce lo dedico. poi tutto soddisfatto ritorno in casa con le mani callose e sporche. absolute old.
  • l'assoluta ricerca della tranquillità. forse questo è il segno meno decisivo e significativo. sono sempre stato un tremendo abitudinario. ed anche nei momenti di follia sono sempre stato legato alle abitudini. bere otto ore tutte le settimane, preferibilmente nello stesso giorno, assolutamente negli stessi posti. se questa non è abitudine! ora che le cose sono cambiate rimane comunque il gusto per l'abitudine rassicurante. lo stesso posto sul treno. lo stesso bar per la colazione. lo stesso bar con le vecchie per il caffé. e via dicendo. insomma abitudine mon amour. cosa che condivido con parecchi vecchi. sono solo in anticipo sui tempi.
ma la prova definitiva l'ho avuta ieri pomeriggio. pretesto un giro tranquillo in centro. e praticamente ogni posto mi dava segnali del tempo che fu. posti che non esistono più e nei quali passai tanto tempo. i gggiovani d'oggi così diversi. ed insomma una botta di ricordi. e non dico di essermi sentito triste. questo no. un po' di nostalgia per certi posti e per l'età turbolenta (negli eventi) ma serena (nel complesso). ecco. e il rassicurante pensiero di stare invecchiando. e spero bene.
venerdì, 01 giugno 2007
happy birthday Sgt.Pepper!
15:31 | ? | commenti
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per la prima volta ieri uno dei miei principi cardine stava per crollarmi addosso. ho provato una spiacevole sensazione in bocca, ma alla fine ho ricacciato indietro i cattivi propositi e ho fatto il mio dovere. il dovere di elettore. già. perché ieri c'erano le elezioni provinciali. mero esercizio di stile su come fare una crocetta. perché da queste parti, dalle mie parti, per certe cose, provincia/comune/regione, è quasi inutile andare a votare. che tanto non si vince mai. e ieri stavo quasi per fregarmene e non andare a porre quella crocetta. una croce casuale per di più. che il partito che ho votato l'ultima volta non era neanche presente. sob. quindi ho scelto il meno peggio. e questo mi ha leggermente disgustato. e se faccio il confronto con il mio primo voto il disgusto aumenta a dismisura. perché lo ricordo ancora come un'emozione forte, cazzo il primo voto! anni ad aspettare di poter dire la mia e poi finalmente poterlo dire nella gabina elettorale. oggi l'emozione non c'è più, anzi c'è quasi fastidio. il fastidio di un amore finito? no, molto meno. perché per l'amore finito c'è disperazione, qua invece molto di meno. una cotta passeggera sembrerebbe. non so neanche se davvero è così. tra un po' guarderò i risultati e chissà chi sarà il vincitore!
giovedì, 24 maggio 2007
siccome vengo solleticato è ora di buttare giù qualche ideuzza.

democrazia (nel senso classico): degenerazione della politia dove il potere è gestito dalla massa e succube della demagogia.
calzante come definizione, no? che poi correggono con democrazia moderna, ma non è che la sostanza cambi di molto. solo che questo paese non è completamente una democrazia. è succube della demogogia e schiavo della doxa, ma è più un'oligarchia (governo dei pochi) dove questi pochi sono tutti marci ed incompetenti. un vero disastro insomma. capite perché mi lancio così fortemente contro questa forma di governo? perché è uno strazio. per il paese e per i suoi abitanti.
coro: dacci la soluzione allora! te che ne sai così tante!
io non so un cazzo, ma ci possiamo ragionare, anzi vi espongo la mia idea di giusto governo
coro: ooooh avanti!
e siccome sono bravo ve la spiego attraverso un dialogo
coro: fai un po' come cazzo vuoi

ergo

l'amico immaginario (dialogo sul governo)

amico immaginario (da qui ai): quindi non ti piace come è governato questo paese?
fat si scaccola guardando in aria e poi il prodotto dello scaccolamento.
ai: mi hai sentito?
f: cosa?
ai: ti ho chiesto se davvero non ti piace come è governato questo paese.
f: scherzi?
ai: no, l'ho chiesto veramente
f: no, dico scherzi? come potrebbe piacere a qualcuno? solo un folle potrebbe trovare gradevole questa situazione. un folle o un governante.
ai: che coincidano?
f: magari! sarebbe preferibile, davvero, avrebbero come minimo una scusante per le loro sciagurate azioni
ai: e quindi? come governeresti tu questo paese?
f: sei sicuro di volerlo sapere?
ai: certo
f: va bene, cominciamo allora dalla situazione attuale. ti va?
ai: e sia
f: oggi dicono che siamo in democrazia, indiretta per di più! ti pare possibile una cosa del genere? eleggere un proprio rappresentante sarebbe anche una cosa bella, ma ti pare che quei personaggi assisi in parlamento siano in grado di rappresentare qualcuno?
ai: non saprei
f: se quelli rappresentano veramente il paese allora c'è poco da discutere. o questo non è vero oppure cambiamo paese! sai che sono stato più volte tentato di farlo? comunque ritorniamo al punto precedente: ti pare che questi rappresentanti abbiano il polso della situazione o che piuttosto non sanno neanche cosa succede nel paese che essi stessi debbono gestire? e poi, sono sempre gli stessi! sono una classe a parte, non vengono dalla borghesia o dal proletariato, sono politici e basta, anche se fanno qualche lavoro. ormai è quasi un'oligarchia ereditaria questa. se non ci sono i padri ci sono le mogli e i figli, ti pare possibile? come se i padri fossero stati dei buoni governanti!
ai: mi sembri un po' ingeneroso.
f: sono già troppo buono nel mio pensiero, ma andiamo oltre.
ai: quindi cosa proponi? quale forma di governo?
f: semplice, una aristocrazia, nel senso più classico del termine.
ai: ovvero?
f: dei migliori, mio caro amico immaginario, e chi altri se no? solo i migliori devono poter amministrare lo stato
ai: e come?
f: semplicemente eliminando i partiti, accozzaglie di malfattori e gente che senza parlamento vagherebbe per le strade a mendicare un lavoro.
ai: mi pare una dittattura bella e buona! e i pensieri diversi della gente? non ne tieni conto?
f: ti pare che vengano in qualche modo tenuti in conto questi pensieri che tu dici?
ai: non saprei
f: per me per nulla! quindi a che cosa servono se non rappresentano i pensieri dei loro elettori, poi oggi devi decidere tra due schieramenti, non c'è possibilità di far emergere il proprio pensiero, ma quello della coalizione di riferimento. che tendono ad accontentare più gente possibile scontentando tutti.
ai: anche questo è vero
f: quindi via. si faccia pulizia.
ai: e in parlamento?
f: il parlamento può rimanere in vita, ma diverso. troppe persone lo occupano adesso. farei diventare il senato un organo formato da al massimo cento persone, non di più. cento tra le personalità più importanti, eminenti e meritevoli del paese. coloro in grado di dare qualcosa a questo paese e non tesi ad occupare una poltrona e basta. in più metterei anche i presidenti di ogni regione, per prendere decisioni serie riguardo al territorio.
ai: e la camera?
f: ridurrei anche quella a cento persone scelte tra i cittadini con diritto di voto a rappresentare la volontà popolare vera e propria.
ai: quindi chiunque?
f: non proprio. ho detto cittadini con diritto di voto
ai: ma il suffragio è universale!
f: non più
ai: ma come!? ricadiamo in dittattura caro amico reale.
f: ma no, cosa capisci, vota solo chi supera un test di conoscenza. non si può permettere che il voto di uno che passa di lì per caso o che vota perché non ha nulla di meglio da fare conti come quello di uno che ci tiene al buon governo, non credi? e poi chiunque potrebbe in seguito prendere il diritto di voto. la scuola sarà il punto centrale di tutto il sistema. dovrà formare buoni cittadini e persone degne di tale nome. basta con le ore di religione! per quello ci sono gli oratori e i preti. la scuola deve insegnare a vivere! ora comprendi?
ai: un po' meglio, ma mi sembra comunque ingiusto escludere qualcuno dalla vita pubblica.
f: nessuno esclude. solo l'individuo stesso si può autoescludere.
ai: e il presidente del consiglio?
f: non esisterà più. ci sarà solo un presidente eletto dal parlamento. che senso ha avere queste due figure distinte? nessuna!
ai: vedo sempre più il rischio di una dittatura.
f: è che sei miope caro mio! non vedi lontano, cittadini migliori e più virtuosi saranno una benedizione, ci vorrebbe tempo certo! tanto tempo, ma sono sicuro che uno stato così potrebbe migliore di molto il nostro popolo. innescato il circolo virtuoso sarà tutto in discesa. è per questo che dico che solo i migliori devono governare. perché i migliori poi contageranno tutto il resto. già me la figuro, questa pioggia di virtù! dove tutti saranno felici perché migliori e realizzati!
ai: non capisco comunque chi avrà il diritto di voto cosa potrà votare, se gli eletti sono casuali.
f: semplice. voteranno le leggi che verranno proposte ai cittadini attraverso dei referendum. saranno proprio i cittadini veri e propri a decidere se una legge proposta possa divenire legge vera e propria. ma per decidere bisognerà avere un minimo di conoscenza e quindi tutto torna non credi?
ai: ma tutto verrà posto sotto referendum
f: subito non tutto, ma molto all'inizio, poi con il miglioramento delle condizioni generali, perché no!
ai: non so
f: cosa?
ai: mi sembrano discorsi troppo astratti ed utopici
f: probabile
ai: anzi mi sa che ti accuserò di empietà!
f: inculati, amico immaginario
ai: cicuuuuuuuuuuutaaaaaaaaaaaaaa
gridò l'amico immaginario scappando a gambe levate
14:25 | ? | commenti
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mercoledì, 23 maggio 2007
momento 1: ho i capelli cortissimi, frutto di un momento di furia con la macchinetta tra le mani. di solito taglio con 3 mm di base d'asta. stavolta via i pettini. rasatissimo. solo le basette a 3 mm. e profilate bene con il rasoio. risultato: la donna che mi guarda e mi dice "sembri uno skinhead". buona cosa per me, ma non intendeva farmi un complimento. perché lei ha l'idea di un po' troppe persone riguardo gli skinhead. un'idea distorta. l'idea dei bonehead che sono altra cosa. ma è opinione diffusa fare l'accostamento skin=nazi. cosa sbagliata naturalmente. per capire cosa intendo potreste guardarvi questo video, meglio di tante parole. e magari leggervi qualcosa riguardante il più grande movimento della working class. ma io non sono uno skinhead. porto i capelli rasati, le basette lunghe e larghe, vesto polo nere, jeans e trainers, ascolto Ska, Northern Soul ma non solo, ma credo di non essere uno skin. anche perché le polo non sono Fred Perry, ma perrysh. ovvero imitazioni che trovi al mercato. chi cazzo ce li hai 60 euro per una polo? stavo per comprarmene una per il mio compleanno, proprio come si faceva una volta, grandi spese per grandi occasioni, ma ho lasciato stare. tanto ormai ce l'hanno tutti. e quelle che vendono in questo paese sono orrende. e poi sono solo un lavoratore e i soldi sono quelli che sono. i jeans non sono di marca. solo le scarpe insomma, frutto di qualche occasione. ma è il vestiario a fare di una persona quello che è? sicuramente aiuta ad identificarla, ma niente di più. sono solo uno che viene dalla classe operaia e che nonostante la classificazione come impiegato si sente pienamente operaio e proletario. che la mia unica ricchezza è proprio la prole. non mi atteggio, non cerco di essere altro. e forse è proprio questo lo spirito adatto. poi se qualcuno mi da dello skinhead non mi offendo mica, anzi. sapendo cosa è stato il movimento non mi può che far piacere.

momento 2: alla fine la birretta dell'ogni tanto è arrivata. così tanto per. una Guinness come predetto, una Guinness in lattina per di più. con l'amico Mostro ed Henry prima di una puntata (tiratissima e morbida allo stesso tempo con uno sfoggio di pezzi 2Tone da paura!) in radio solo da ospite parlante. ma era buona lo stesso. buonissima. che io avevo chiesto la Beamish, ma m'han detto che non la tengono più, magari la rimettono in estate. ci sono 40 gradi, possiamo considerarla estate, no? ma va bene lo stesso. me la sono gustata con calma, ho assaporato bene il beveraggio. mica come una volta che glug e la birra non c'è più in un nanosecondo. ho capito che questa è la via. una ogni tanto. così è giusto. così sarà fatto. basta binge drinking. si va in slow play come quando sei servito a poker. tranquillo insomma.

momento 3: stasera non potrebbe sprofondare lo stadio di Atene per qualche minuto e poi riemergere. no eh? va bene lo stesso. non guarderò la finale. mi sembra banale dirlo. tanto ci penseranno i vicini a farmi sapere il risultato in un modo o nell'altro. farò come due anni fa. bagnerò il giardino e mi guarderò qualche interessante documentario. al massimo finisco di leggermi l'Etica Nicomachea. che tanto mi mancano solo 40 pagine. e ce la si può fare. sempre che mia figlia sia d'accordo. ma conoscendola mi sa che mi toccherà rincorrerla per tutta la casa. ce la si può fare anche in questo caso, anche se in confronto Aristotele mi pare una passeggiata.

momento 4: She's a lover dei The Pretty Things è un capolavoro. puro. purissimo.

She takes the moon and stars
To wear as her disguise.
Then catching cosmic rays
She uses them for eyes.
She's a lover
And you know she's coming through

gli esami del sangue di controllo hanno dato responsi positivi su tutta la linea. teoricamente potrei smettere con questo stile di vita ipersalutista. teoricamente, perché in pratica ormai mi trovo bene così. con venti chili e qualche taglia in meno. con la soddisfazione di rimettere alcune magliette che non indossavo da secoli perché, come dire, erano un po', ma solo un po', aderenti. oppure riuscire a rivedermi la minchia senza piegarmi. eh eh eh. già cosa da poco, lo so. ma ora che mi sento bene, anche fisicamente, non vedo perché dovrei riammazzarmi. il doc l'ha detto bello e chiaro:
doc - "ora va bene, ma ti sei talmente devastato il fegato che alla prima stronzata sei punto a capo"
io - "una birretta ogni tanto?"
doc - "eh, una birretta..."
lasciando scivolare la parola nell'aria tra me e lui. mica ho capito se era un sì o un no. lo prendo per un boh. che già mi sono arrivate diverse proposte di birrette. da destra e da mancina. giusto per festeggiare che va bene. io mi metto un po' sulla difensiva con una serie di "vedremo", "prima o poi", "ci organizziamo". da quando i parametri sono giusti non ho ancora toccato un cazzo. se si esclude un bicchiere di spumante per un festeggiamento particolare. ma appunto un bicchiere. una volta mi sarei scolato la bottiglia. cazzo come cambiano le persone. come sono cambiato io. ho sete, tanta, ancora ma non ho voglia di ritornare come ero. sempre ciucco e senza soldi, perché bere costa. e qua a milano costa ancora di più. e poi ho fatto un voto. se torno a bere seguo il consiglio dell'Oracolo: solo scure. lui sono anni (quanti? aaaaaanni) che beve solo scure ed è un gioiello. quindi la lista si restringe. sulla merda superalcolica ho messo una croce bella grossa. non fa per me, semplicemente. kriptonite. croce sopra. per me solo scure da oggi in poi. e con moderazione. anche perché sono trascorsi già 5 giorni dalla visita e non ho ancora bevuto. un buon risultato per uno come me. un mio amico m'ha definito stoico. ed ha ragione da vendere. alla ricerca della felicità e disposto a tutto pur di conseguirla e mantenerla. da ciucchettone senza speranza a stoico. dall'enduring drunk all'astemia molesta. devo solo cercare la medietà tra questi due estremi e vivermela sereno. senza escludere o esagerare. e forse adesso sarei anche in grado di farlo. 6 mesi fa no, non riuscivo a controllarmi e chissà perché poi. era diventata una cazzo di abitudine e niente di più. anche perché non si spiega altrimenti. forse era mantenere alta una bandiera. io bevo più di voi e voi non siete nulla. la storia del supereroe che svuota i bicchieri. dio mio! mi sembrano passati secoli. secoli dalle notte sbronze senza sbronza. da quella notte che tornato a casa ho sboccato come quando avevo 13 anni. solo che ne avevo più del doppio. non voglio sconfessare quel periodo, no di certo. ma è stato un periodo. uno dei tanti. glorioso, sempre che voglia dire qualcosa. un periodo buono per la gente che avevo intorno e che adesso non vedo da tanto. le mie responsabilità, che parola, mi tengono lontano da loro. ma ci ripenso. a quel periodo. con un sorriso e con un sospiro. era la mia adolescenza a scoppio ritardato. era l'adolescenza che non avevo vissuto per colpa mia. per fortuna arrivò comunque, anche se in ritardo, ma arrivò. ora mi sento adulto, anche questo per fortuna, ma non per questo non mi piacerebbe passare ancora qualche sera a sparare cazzate intorno ad un tavolo con una birra tra le mani. verranno prima o poi, vedremo, magari le organizziamo.
giovedì, 10 maggio 2007
ecco una breve (mi sono trattenuto) esposizione intorno ai punti esposti in un post precedente.

ma esiste ancora qualcuno che guarda con interesse il concertone?

la risposta è abbastanza semplice. no. almeno per me.
anche se in scaletta c'erano gruppi in grado di solleticare il mio palato: Africa Unite (anche se l'ultimo video fatto è un insulto) e Afterhours. minchia quanti. fatto sta che non ho visto nessuno dei due gruppi in questione. ho visto le vibrazioni. carini, carinissimi, se la smettessero di voler piacere alle ragazzine con le mutande in vista potrebbero diventare anche un gruppo discreto. se poi il cantante la smettesse di fare una parodia di pieeeeeero peeeeeeluuuu saremmo a cavallo. perché tecnicamente e musicalmente parlando sono accettabili, anzi gradevoli, ma dio mio non si possono ascoltare tutte quelle vocali aperte. quindi rimandati. peccato. poi comparsa la consoli ho cambiato canale per evitare di sputare sul televisore. che non la sopporto. non ci riesco. e poi ci sono i soliti gruppi di OGNI anno. che ti cantano le STESSE canzoni. giusto perché devono far ballare la marmaglia. ma questo è un mio problema. quello di non riuscire più a sentire modena e simili. vabbeh poco male. poi c'è stato "l'attacco" alla chiesa e apriti cielo. un bel fanculo ci sta tutto. ma del resto il concertone è una vaccata spacciata come libertà. rai e sindacati si prestano per sta macchietta. monumentali per capire l'aria che tira due episodi: la censura ad Elio nel 1991e la trasmissione con ritardo di qualche anno fa. per far capire come siano paladini della libertà. olè!
dopo questi due episodi di una gravità assurda capite quale sia il mio pensiero riguardo il concertone.

come verrà speso il tesoretto?
non lo so. ma ogni volta è la solita farsa fatta di propaganda di bassissima lega. AI POVERI! AI POVERI! ogni volta mi tocca sentire ste stronzate. ai poveri, già. ed invece salta fuori che bisogna metterlo nell'enorme debito di questo stato. cosa più che sensata, anzi auspicabile. più che auspicabile, obbligatoria avendo il governo ratificato una linea guida europea in merito. ed ecco che si solleva qualche capra della sinistra parlamentare che inveisce contro l'europa e la mancanza di sovranità. idiota. i governi si riuniscono, decidono delle regole, le ratificano e le seguono. semplice no? non ti piacciono le regole? primo: non firmarle. secondo: esci dall'europa se non ti piacciono queste regole, nessuno ci trattiene. terzo: a ratificarlo è stato lo stesso governo che rappresenta il tuo schieramento. chiedi a quei signori se hanno almeno letto quello che hanno firmato, ma sparare cazzate è meglio no? si fa più bella figura agli occhi del popolino. i politici. questa gente si riempie la bocca con questi termini sono poi gli stessi che legiferano e fanno manovre che aggravano ancora di più la situazione. sapete una cosa? mi fate cagare, voi e le vostre promesse elettorali del cazzo, voi ed i vostri stipendi astronomici. come potete capire lontanamente come vive la gente comune oggi se non ne provate le privazioni? per capire come si fa a tirare alla fine del mese con tutto che aumenta e senza nessuno che controlli? come potete legiferare in merito dalla vostra posizione? vi riempite la bocca con tante belle parole, ma non sapete neanche di che cosa state parlando! hanno creato la precarietà e dicono di combatterla. avviliscono il paese con la loro stessa presenza. si perdono in mille stronzate e lasciano cadere il paesi in pezzi. e poi la notte dormono tranquilli, sempre che non siano a caccia di travoni o a farsi di coca in qualche locale da milionario. perché quella è la loro realtà ed è ben diversa dalla nostra. la gente che ancora se la prende o si appassiona mi fa un po' di invidia. io semplicemente ho smesso anche solo di incazzarmi. e se mi incazzo dura poco. non come una volta. vorrei tanto avere un peso politico, ma mi accontento di essere un buon cittadino. un cittadino che richiede lo scontrino ad esempio. che si fa fare la fattura. che non butta la carta in terra. che rispetta il prossimo. anche se non merita nessun rispetto. che cede il posto sui mezzi pubblici. che usa i mezzi pubblici. ma poi mi chiedo se tutto questo basti e non so cosa rispondermi. so solo che l'unica cosa con un minimo di senso sarà educare mia figlia come sono stato educato io. darle le chiavi di lettura. non forzarla su qualche posizione, ma lasciare che da sola prenda delle decisioni. mi sembra appunto l'unica cosa sensata e meritevole da fare.

quanto ODIO l'uso ossessivo di queste finte parole nuove?
forse anche troppo. ma l'uso ossessivo di termini sensazionalistici o inventati da qualcuno mi fa davvero innervosire. come i vari vallettopoli, moggiopoli (tutti i vari -poli), la parcondicio, il bipartisan e adesso il tesoretto. ma fanculo. avete trovato delle monete romane sotto un albero? no. e allora non chiamarlo tesoretto. e poi cosa mi volete dire con queste parole? che non è molto? e che quindi si può buttare tranquillamente? mah. comunque un bel corso di bella scrittura a certi giornalisti non sarebbe male. ma forse basterebbe un semplice dizionario dei sinonimi e dei contrari. che si spende anche di meno. non apro neanche il capitolo sui giornalisti e sulla loro enorme e granitica responsabilità. per questo rimando ad uno splendido film diretto dall'uomo che amo e non solo platonicamente parlando: "Good night, and good luck" di George Clooney. questo film basta e avanza. godetevelo.

ma mussi è davvero ministro dell'università? perché?
sì, ma il perché non lo so. ma questa è una disgrazia. per tutto il paese. perché in certe posizioni mettere certa gente è doloso. anzi immorale.

esiste ancora la sinistra?

ahahah. aiuto, compagni correte ai ripari! questa domanda semplicemente non ha senso. perché vale anche per la destra. esiste la destra? esiste la sinistra? raccogliendo a fattor comune possiamo chiederci: esiste ancora la politica? e la risposta da par mio è semplicemente no. in questo paese la politica è morta da un bel po'. da quando è cambiato il sistema elettorale per la precisione. non che prima si stesse bene, ma adesso siamo davvero alla follia. o di qua o di la. peccato che ci siano due lande desolate e niente di più. avete idea delle idee (e scusate il pasticcio) di una parte e dell'altra? che valori portano? e poi che senso ha avere due schieramenti che dicono LE STESSE IDENTICHE COSE? naturalmente il grande centro è il mostro immondo che tutti devono affrontare. sbilanciarsi da una parte o dall'altra significherebbe alienarsi una buona fetta di gente ai miei occhi trascurabile. la gente, non la fetta. questi solo l'angolo della bilancia e tutti cercano di tenerne conto. e poi non si disturba il santo padre. e gli amici oltreoceano. risultato: immobilità. perché per non scontentare nessuno si finisce per non fare un cazzo. e quindi si rimane fermi. a qualsiasi livello. la società cambia e la classe politica rimane indietro di qualche secolo, non anno. ho la "fortuna" di lavorare in un posto altamente sensibile a queste questioni politiche. nelle bacheche vengono affissi alcuni tra i volantini più allucinanti che io abbia mai letto. se non fossero veri ci sarebbe da ridere. sembra quasi che una certa quantità di persone sia rimasta intrappolata in un gorgo spaziotemporale. più volte sono stato tentato di mettere una frase in fondo a questi "comunicati ai lavoratori ed alle lavoratrici": IL MURO E' CADUTO DA UN PEZZO! ma poi mi fermo e mi trattengo perché non vorrei ledere la perfezione aulica del linguaggio scelto nell'estensione del comunicato in oggetto. perché non solo ci sono argomenti vecchi, ma anche il linguaggio è arcaico in maniera impressionante. al che mi chiedo: ma ci sono corsi per scrivere in quella maniera o è una dote naturale ed innata? no, perché mi interessa? non che la situazione dall'altra parte sia migliore, anzi. in italia non esiste una vera destra moderna. è sospesa anche quella in un limbo (anche se non esiste più!) tra il passato pesante e il futuro non conoscibile. quindi un paese in mano a questi come può ammodernarsi e rispondere al mondo che lo circonda? semplicemente non può e continuerà a perdere terreno. il nostro stato è quantomeno in ritardo di una ventina e forse più di anni. si fanno riforme a metà che triplicano i problemi. non si porta a compimento nulla. e la gente sta peggio. alcuni no, anzi aumentano il loro benessere. ma tutti poi vanno a rivotare le stesse persone. congratulation! questo vi meritate e questo avrete.

va tutto bene?
devo rispondere?
perché personalmente va tutto bene, a parte una terribile sete che non posso placare, ma intorno a me vedo solo il delirio!

dall'emegenza siccità si passerà all'emergenza alluvioni? e gli agricoltori chiederanno comunque aiuti?
certamente. e poi si tornerà all'emergenza idrica e non potrò più lavare la macchina. poco male, la lavo ogni quattro anni.

ci libereremo mai dalle cazzate religiose? o faccio terrore anch'io?

risposta ad entrambe le domande: non credo. e in tema religioso ci sta da dio. anche questa. ma usciamo da sta vite infinita. la scomparsa delle religioni dovrebbe essere un obiettivo comune. non l'eliminazione attraverso la repressione, che si sa genera reazione, ma proprio la scomparsa graduale attraverso l'eliminazione dell'ignoranza e l'acquisizione di maggiore coscienza. essere religiosi di per se non ha nulla di male, se non per quello spirito consolatorio che mi fa tanta tristezza. ma è tutto il resto, il corollario di stronzate e schifezze che le circonda a rendermele noiose e detestabili. "le religioni sono come le lucciole: per risplendere esse hanno bisogno dell'oscurità. Un certo grado di ignoranza generale è la condizione di tutte le religioni, è il solo elemento nel quale esse possono vivere" così diceva il grande Arturo ed io che sono immensamente più stronzo ed ignorante non posso che accodarmi a tale analisi. come bestie valiamo poco e ci avviliamo ancora di più con queste pagliacciate religiose. dio potrebbe esistere o meno. per me non fa alcuna differenza. ma sono gli sciacalli che parlano in suo nome a farmi cagare. i depositari della verità, quelli che tracciano le vie da percorrere per le pecorelle. questi non sopporto. quelli che si arrogano il diritto di dirti cosa puoi fare o no. ci sono già le leggi civili a prescrivere questo. e sono già abbastanza. la minaccia della dannazione non mi spaventa. ci insegnano che dio è perdono e poi cercano di farci sentire in colpa per manipolarci.ci promettono paradisi immaginari e ci lasciano nell'inferno quotidiano. si arrogano la parola di dio, che non è altro che la loro parola di uomini come me e voi. perché dovrei prendere in maggior considerazione le parole di un vecchio vestito in maniera buffa? o di qualcuno con un turbante in testa? mah. non vedo nessun buon motivo. soprattutto se predicano odio travestito da amore. infatti sotto la guida di questi personaggi il mondo è una favola vero? per fortuna molti di noi si stanno affrancando da questi personaggi, ma siamo ancora troppo pochi. davvero troppo pochi. dobbiamo crescere e non solo numericamente. dobbiamo evolverci e diventare migliori. vivere questa vita e non pensare alla prossima. fare e dare il meglio qui, non nell'aldilà. non bastano preghiere, orazioni, pire, sacrifici, candele, oboli. ci vuole di più. nettamente di più.

mi daranno l'aumento?

ormai non ci spero neanche più.

tutti i commenti riguardanti le ultime due righe e quindi l'aumento non riceveranno risposta. il perché nella prossima esposizione.
lunedì, 07 maggio 2007
questo blog si consacra al GENIO! che ha cercato
"come posso chiedere alla mia collega se si lascia leccare la vagina"

palesati ti prego!

inoltre questo blog si bulla del fatto di risultare per cotante chiavi di ricerca.
15:20 | ? | commenti (6)
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venerdì, 04 maggio 2007
ma esiste ancora qualcuno che guarda con interesse il concertone?
come verrà speso il tesoretto? (quanto ODIO l'uso ossessivo di queste finte parole nuove?)
ma mussi è davvero ministro dell'università? perché?
esiste ancora la sinistra?
va tutto bene?
dall'emegenza siccità si passerà all'emergenza alluvioni? e gli agricoltori chiederanno comunque aiuti?
ci libereremo mai dalle cazzate religiose? o faccio terrore anch'io?
mi daranno l'aumento?


esprimo le mie perplessità sotto forma di semplici domandine. perché se dovessi sviluppare la cosa nessuno leggerebbe, perché la gente
  1. non vuole pensare
  2. deve essere intrattenuta (that's entertainment)
  3. oltre le quattro righe nessuno legge o salta tra un rigo all'altro (a meno che non si parli di sesso, allora lì anche se solo abbozzato, intravisto, accennato si legge tutto con il prurito alle manine pacioccose)
ma questo sarà oggetto di trattazione successiva.
venerdì, 27 aprile 2007
dopo un certo discorso
la sposa scrive: l'odio va equamente ripartito tra chiunque lo meriti.    
fatboy scrive: APPLAUSI!
16:29 | ? | commenti (2)
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venerdì, 27 aprile 2007
leggo oggi che i programmi di alcune scuole inglesi verranno cambiati con la motivazione di "non turbare la sensibilitá" di alcuni studenti. e qui parte la follia. la follia da una parte e la rabbia dall'altra. verranno tolti dai programmi di storia l'Olocausto e le Crociate. capite? per non turbare la sensibilità dei musulmani si tolgono questi argomenti. il bavaglio. ci mettiamo il bavaglio per non turbare. turbare un cazzo. questa è la morte della libertà. parole grosse certo, ma cosa vogliamo fare? dove stiamo andando? che senso ha questa decisione? le cazzate lasciamole a parte. questo non è rispetto, non è tolleranza, non è non turbare. questo è suicidio. oscurare il proprio passato, perché di questo si tratta, è il peggiore errore che si possa commettere. dal passato, il nostro passato, non si deve sfuggire. non insegnare chi eravamo e cosa abbiamo fatto ci preserverà dal commettere gli stessi errori? no. anzi. è doveroso insegnare queste cose. in culo alla sensibilità di queste persone. in culo, davvero. non mi interessa. non trattando le Crociate cosa si spera di ottenere? di non creare tensione? le Crociate ci sono state, a più riprese, e allora? tacendole ritroveremo l'armonia con gli immigrati? ahahah certo certo. tutto smetterà se si dimentica il nostro passato. allora perché non riscrivere tutti i libri di storia! mettendo solo quello che non urta gli altri. solo i fatti domestici. ovvero smettiamo di insegnare storia. si fa prima, molto prima.

io non capisco. davvero.

non concepisco questa sensabilità tutta nostra di non urtare la sensibilità degli altri. e a noi? chi ci pensa? il rispetto non dovrebbe essere univoco, ma reciproco, altrimenti scadiamo veramente nella codardia. tralasciare per non subire. ma stiamo impazzendo? dovremmo forse cambiare quello che siamo per renderci più gradevoli? non scherziamo. dobbiamo insegnare ai nostri figli chi siamo e da dove veniamo. dobbiamo ricordare tutto, non solo quello che ci potrebbe far comodo. dimenticare le radici sarebbe un errore letale. e già lo stiamo facendo abbastanza. dimenticando cosa siamo stati ci rendiamo peggiori. sicuro come l'oro. guardatevi intorno. cosa vedete? io vedo il nulla. e mi fa paura. tantissima paura.

io non dimentico di chi sono figlio. anzi, cerco di scoprire sempre di più come siamo arrivati ad essere così. sono un caso raro, una bestia rara, lo so. ma non ci posso fare niente sono così. sono cresciuto studiando la storia. studiando anche le Crociate. studiando l'Olocausto. studiando la mia amata storia. 

ma forse sono solo seghe mentali quelle che mi faccio. e forse sono troppe.
venerdì, 20 aprile 2007
tra qualche giorno sarà l'anniversario della Liberazione. e ci sarà chi festeggiare con trasporto ed entusiasmo e chi invece la vivrà quasi come una giornata di lutto. a seconda della sponda politica. e il mio pensiero va a quei giorni di 62 anni fa. con una punta di invidia devo ammettere. finiva la guerra. i tedeschi erano sconfitti e gli alleati avanzavano per la penisola. i partigiani entravano nelle città. la gente festeggiava. oppure veniva sconfitta. uomini e donne che avevano lottato da una parte e dall'altra. la gente ancora credeva qualcosa. sbagliato o giusto. non sta a me dirlo. ognuno aveva le sue buone motivazioni. comunque quello che invidio è proprio quello. la gente ancora credeva in qualcosa. che fosse la patria. l'ideologia. quello che volete. ma ancora credeva. e da lì a poco sarebbe iniziata l'età dell'oro. l'unico momento di grandezza di questo paese. gli anni '50. con il loro carico di novità. alcune già soffocate nella nascente repubblica democristiana. ma c'erano ancora personaggi mitici. dotati di spirito ed ideali, altissimi ideali. c'era da ricostruire un paese distrutto. non solo nelle case. ma nell'orgoglio e nello spirito. un paese che lottava per uscire dalla povertà. i poveri ma belli, come dimenticare! eppure si è dimenticato tutto. oggi è tutto facile. e pensare agli sforzi titanici dei nostri padri o dei nostri nonni mi sale la rabbia. ricostruirono un paese da zero. ed oggi? cosa rimane di quel paese che girava in Vespa? di quel paese che da contadino diventava industriale? di quel paese cosa è rimasto? immagini sbiadite di splendide donne. splendide davvero. con ancora l'aspetto da donna e non da pezzo di carne. c'era ingenuità? non lo so. era meglio? non lo so. ma l'Italia forse aveva ancora qualcosa. una speranza diffusa. un'identità da ricostruire dopo la dittatura. una generazione da rigenerare. una classe politica degna di tale nome. forse non tutti, ma non c'è paragone. per non parlare della classe imprenditoriale. che credeva ancora in questo paese, invece di scappare. ma tutto questo è passato. ed oggi, a ripensare a quei giorni, a quegli anni e raffrontandoli con quelli odierni mi sale il nervoso, quasi la rabbia. rabbia per quel mondo scomparso. per quella Liberazione che portò ad un'occupazione diversa che dura ancora oggi. la nostra cultura, non fraintendetemi, distrutta e rimpiazzata da quelli dei liberatori. anche oggi viviamo con riferimenti che giungono da oltre mare. veniamo influenzati in tutto per tutto. soprattutto per quanto riguarda l'estetica. da quanto non proponiamo qualcosa di decente? i designer di oggi mi fanno ridere, non sono capaci di fare altro se non scimmiottare qualcosa di già visto. brutta cosa, me ne accorgo. nessuno è immune. anch'io ascolto solo musica inglese. mi ispiro a modelli provenienti da oltre manica. rendo ancora tributo ai nostri liberatori. non è facile. e non ho nessuna risposta in tasca da darvi. tanto meno qualche proposta. posso solo augurarvi buona festa della Liberazione.
e così farò.
15:30 | ? | commenti (4)
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mercoledì, 18 aprile 2007
l'odore dell'erba appena tagliata (esiste in natura un profumo migliore?), il sole sulla faccia, il freddo della mattina, i campi appena arati, le foglie di vite che spuntano dai rami secchi, il cappuccio e la brioche al bar dopo la colazione a casa, la doccia calda dopo una giornata persa al lavoro, il rumore delle chiavi nella toppa della serratura la sera, i passi di fianco ai binari del treno, l'amaca tra i nespoli (il mio posto delle fragole, dove non c'era spazio per il dolore, per l'odio, per il fastidio, c'era spazio solo per la felicità dei piccoli gesti), le chiacchiere sotto il portico, le risate con gli amici, i soliti noti del bar che mi accolgono come se non fossi mai mancato dal mio sgabello, le parole di quelli che mi sono vicini, il sorriso a cinque denti di mia figlia alla mattina, il sapore di quello che ho coltivato, il nastrino arancione, i baci della mia donna, le sue carezze, il suo appoggiare la testa sulla mia spalla, le lenzuola fredde, i piedi scalzi, la notte, la musica che mi avvolge, il fuoco che crea la brace, il treno che parte lento ma che prima o poi mi porta a casa, il cuore leggero, gli scalini da fare due a due, le montagne nei giorni sereni, il cielo blu (il cielo blu! vi rendete conto?), i libri che mi lasciano qualcosa dentro, le canzoni in grado di cambiare l'umore e il modo di vedere le cose.

queste sono le cose, piccole cose, in grado di farmi stare bene. davvero bene.
lunedì, 16 aprile 2007
riapre il fight blog.

venghino siori, venghino.
11:59 | ? | commenti (4)
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giovedì, 12 aprile 2007
non dico che dovrei provare amore, ma vorrei almeno giungere ad una sorta di neutralità verso il genere umano.